Pompei, l’anfiteatro e la scoperta del Termopolio, ancora più emozioni

Pompei, l'anfiteatro e la scoperta del Termopolio, ancora più emozioni
Foto di Mrdidg da Pixabay

Pompei, l’antica città che ancora oggi desta meraviglia e stupore. Una visita negli scavi più famosi al mondo, ci riporta indietro nei secoli, uno degli itinerari da mettere subito in lista per i prossimi viaggi. Ora, ancora di più, con la scoperta del Termopolio della Regio V.

Pompei possiede ancora oggi un’atmosfera sospesa, un’atmosfera ferma al 79 D.C. giorno in cui l’eruzione del Vesuvio fa addormentare per sempre la città. Congelandone ogni voce e ogni respiro. È possibile toccare con mano usi, costumi ed abitudini dei pompeiani.

Visitando, le botteghe, le domus e gli edifici pubblici è possibile immergersi nella vita quotidiana degli antichi abitanti della città. La scoperta poi del Termopolio all’interno del progetto di restauro e manutenzione della Regio V rende Pompei ancora più affascinnate e misteriosa.

Pompei, lo “street food” nel Termopolio

Il Termopolio, la “tavola calda” degli antichi romani riemersa in questi giorni, racconta parecchio del “gusto culinario” degli abitanti di Pompei. Tra queste “passioni”, la posca, bevanda dissetante ed energetica a base di acqua, uova e aceto, le fave con la polenta o anche mangiate fritte con la buccia e il garum, una salsa di interiora di pesce e pesce salata che veniva usata come condimento, decantata anche dal poeta Marziale che ne lamentava il costo troppo alto, ritenendola però, ineguagliabile.

Da non dimenticare che a Pompei si producevano anche una ottantina di varietà di pane di cui il panis clibanarius, rappresentava quello più pregiato. Bianchissimo e raffinatissimo era il pane dei ricchi. Per non dire dei dessert che amavano i romani come i datteri farciti di pinoli, noci e pepe, salati e fritti nel miele o la focaccia semplice dolce chiamata liba.

Quello che stupisce del Termopolio non è solo la bellezza delle immagini della ninfa a cavallo e degli animali dai cromatismi così intensi da risultare quasi tridimensionali. Stupisce anche il ritrovamento nei recipienti di tracce di alimenti che confermano l’abitudine dei pompeiani di consumare cibi e bevande all’aperto.

Ha sottolineato il ministro per i Beni e per le attività culturali e per il turismo Dario Franceschini (La Presse): “Pompei è indicata nel mondo come un esempio di tutela e gestione, tornando a essere uno dei luoghi più visitati in Italia in cui si fa ricerca, si continua a scavare e si fanno scoperte straordinarie come questa”.

L’anfiteatro, un altro dei luoghi preferiti dai pompeiani

L’anfiteatro era uno dei luoghi preferiti dai Pompeiani, luogo dedicato al tempo libero. Il luogo dei giochi circensi, delle battaglie tra i gladiatori. A Pompei, come in ogni altra città dotata di un anfiteatro, la popolazione aveva una vera e propria passione per i giochi, per i gladiatori e gli spettacoli più cruenti. Tanta la documentazione che è arrivata fino ai nostri giorni, non mancano graffiti che riguardano il tifo per l’uno o l’altro campione, ma anche di apprezzamenti femminili che riguardava la fisicità dei gladiatori.

Costruito nel 70 A.C. da due magistrati, Gaio Quinzio Valgo e Marco Porcio , sorge nella parte sud-est dell’antica città di Pompei. In realtà la scelta della posizione, che può sembrare quasi nella periferia dell’antica città, fu dettata da due motivi.

Il primo che per l’appunto era una zona della città poco abitata, e quindi la costruzione, e le giornate di spettacolo, non avrebbero intralciato la vita quotidiana della città, dato la grande affluenza di pubblico.
La seconda fu una scelta economica, in quanto la struttura venne addossata alla cinta muraria ormai in disuso, sfruttando un terrapieno già esistente. Si trattava di un vero e proprio stadio, anche dal punto di vista del pubblico che partecipava con grande foga agli eventi, che sfociavano molte volte in risse.

Una delle risse più famosa accadde nel 59 D.C. quando i pompeiani si scontrarono con gli abitanti di Nuceria Alfaterna, a causa di motivi territoriali. Una rissa che riportò tanti feriti e addirittura morti. Effetto di tale nefasta occasione fu la chiusura per 10 anni dell’anfiteatro.

La chiusura fu poi revocata a causa di un terremoto nel 62 D.C. che provocò ingenti danni alla struttura, la quale fu oggetto di ristrutturazione. Ma il terremoto fu nulla rispetto a quanto avvenne anni dopo, con l’eruzione del 79 che lo ricoprì con un mantello di cenere e lapilli. Un “mantello” che solo nel 1748 fu rimosso durante gli scavi borbonici. Pompei, appena sarà possibile, ci aspetta per raccontarci ancora più della vita di un tempo. Come il professor Keating del film L’Attimo Fuggente quando sussurra alle orecchie dei nuovi alunni davanti alla foto di coloro che li hanno preceduti tanto tempo prima in quella scuola, Pompei sembra volerci dire: “caaaarpe diem, caaaarpe diem”.

Per visitare Pompei

Naples and Italy visite guidate ed eventi
via Port’Alba 30 – 80134 Napoli (centro Antico)
telefono +39 081 549 9953 – 3404230980
WhatsApp +39 3357851710
e-mail visitenapoli@gmail.com
www.visiteguidatepompei.com

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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