5 Dicembre 2019

Regolarità, le moto enduro di una volta, che divertimento

Regolarità, le moto enduro di una volta, che divertimento
Regolarità, le moto enduro di una volta, che divertimento

In campagna spesso capitava di incontrarle a scorrazzare per i campi. O passare per le strade dei posti dove mi trovavo in vacanza e già sognavo un destino da motociclista giornalista. Parlo di quelle moto leggendarie che hanno furoreggiato tra gli anni Settanta e Ottanta, quei veicoli da enduro che venivano chiamati Regolarità.

Chi scrive se le ricorda con piacere e con rimpianto. Da appassionato di moto tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta, prima che venissero chiamate enduro, quelle moto per andare ovunque, in città come su improponibili sterrati, caratterizzate da ammortizzatori a lunga escursione, marmitta roboante e colorazioni prevalentemente rosso, azzurro e arancio, erano il sogno di tanti ragazzi che si fermavano al bar per commentare motori e modelli.

Regolarità, le moto enduro di una volta, che divertimento

Regolarità, le moto enduro di una volta, quali i modelli?

Le marche erano diverse. Alcune di queste come la KTM o la BMW ancora oggi sono regine incontrastate di quel mondo. Altre sono scomparse e alcune anche ricomparse. Ma erano moto il cui nome significa ancora oggi da Endurance resistere di grande robustezza e dal carattere indomito. I modelli erano di marca, oltre alle già accennate BMW e KTM che nelle cilindrate 125, 175 e 250 proponeva tantissimi e potenti modelli, SWM, Aspes, Ancillotti, Fantic, il mitico Caballero in versione 50 e 125, Maico, Sachs, Puch, Simonini, Zundapp, Gilera, Hercules, Gabor.

Regolarità, le moto enduro di una volta, che divertimento

Fantic Caballero, uno dei miti

Nico Cereghini, un vero esperto su questo tema, ha detto sulle pagine di Moto.it: “Un mito di quegli anni era il Caballero della Fantic. Perchè le moto da regolarità non mancavano di certo (Puch, KTM, SWM, Zundapp erano già allora le più ammirate), ma fin da quando il Caballero era apparso al salone di Milano del 1969, fu chiaro che i 14enni avevano trovato finalmente la moto per loro. Brividi! Era alta, grande, con il motore Minarelli 4 marce, ma abbordabile.

Sarebbe durato fino all’81, il fenomeno, e la terza versione del ’73, con la sua brava marmitta a sogliola sul latodestro e la copertura cromata anti-scottature, e i parafanghi d’acciaio, è ancora adesso meravigliosa per molti. Da notare che la Fantic di Barzago salì di cilindrata, ma il Caballero 125 non ebbe la stessa fortuna e poi stava scoppiando il fenomeno del trial e ci si dirottò su quello. L’enduro tirava (anche se lo chiamavamo Regolarità)”. E oggi che il Caballero ha fatto la sua ricomparsa con motociclette niente male, è stata una vera buona notizia per gli appassionati come me.

Regolarità, le moto enduro di una volta, che divertimento
Aspes 125

L’Aspes poi chi se lo dimentica? Aveva i modelli Navaho e Apache che tra i giovani erano molto ambiti. Poi con quei nomi che già ispiravano sogni di autentica ribellione. Ma la scelta tra le moto regolarità era tantissima. Il piacere di guida era totale, il rumore del motore inconfondibile, il divertimento assicurato. E ancora oggi di fascino queste moto ne emanano a tal punto che uno dei segmenti più in voga ancora oggi è questo delle moto Adventure capaci di andare dappertutto e di ispirare sogni di viaggi infiniti.

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Foto tratte da Pinterest

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Scrittore in viaggio

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