Renault Dauphine, l’aspetto inconfondibile di un’automobile d’altri tempi

Renault Dauphine, l'aspetto inconfondibile di un'automobile d'altri tempi
Renault Dauphine, l'aspetto inconfondibile di un'automobile d'altri tempi

Renault Dauphine: una vettura vintage dall’aspetto “inconfondibile” che fa ancora parlare di sé. Tra appassionati e detrattori una indiscutibile icona del passato e di uno stile di vita

Renault Dauphine, una di quelle automobili che alla sua prima uscita appare subito “inconfondibile”. La Renault Dauhpine debutta nel 1956 per sostituire la fortunata Renault 4CV e fa subito parlare di sé. I detrattori la trovano brutta e lenta. Ma in realtà l’estetica è originale, con una linea all’avanguardia e ha un suo stile che la caratterizza in maniera inequivocabile. Sono altri tempi, tempi in cui i giocatori non si fanno ancora la ceretta e gli sportivi apprezzano fatica e sudore. Il discreto fascino della fabbrica e della ricostruzione. Come nel caso dell’industria automobilistica che mira al sodo più che all’immagine.

Renault Dauphine, l'aspetto inconfondibile di un'automobile d'altri tempi

Il primo progetto della Renautl Dauphine è del 1951 e si chiama Progetto 109. La Dauphine nasce per essere una macchina spaziosa, conservando le caratteristiche della 4CV, come motore e trazione posteriori, ma con diversi miglioramenti. Il corpo è monoscocca con una carrozzeria 3 volumi dal design particolarmente avveniristico. Soprattutto in considerazione dei tempi. Rispetto alla 4CV, è più pesante più lunga di circa 30 centimetri.

Pur essendo osteggiata da molti critici, la Dauphine raccoglie un notevole successo di pubblico. Anche se non velocissima, la Dauphine piace per tanti altri motivi. Per non trasfromarsi nell’incarnazione della lentezza, nel 1958, a seguito delle eccessive critiche da parte di molti giornalisti, la Renault progetta la Dauphine Gordini, dal nome del mago italiano Amedeo Gordini, operaio, pilota e preparattore di auto da corsa, e la vettura entra subito nel cuore degli appassionati. Rivaleggia con la 850 Abarth e il problema velocità viene risolto.

Renault Dauphine, l'aspetto inconfondibile di un'automobile d'altri tempi

Il design della vettura è opera dell’ingegner Robert Barthaud. Il frontale è caratterizzato dai piccoli fari tondi e dal paraurti, che nella parte centrale, si piega verso l’alto, soluzione attribuita al fatto che la Dauphine possiede l’alloggiamento della ruota di scorta proprio sotto il baule anteriore e il paraurti piegato verso la calandra consente di avere uno spazio per facilitare l’accesso alla ruota di scorta stessa.

Una nervatura al centro parte dalla calandra per arrivare sino al parabrezza, tagliando il cofano a metà. Le prese d’aria alla fine delle portiere posteriori avevano il compito di agevolare il raffreddamento del motore che, come accennato, si trovava nella parte posteriore del veicolo. Anche la coda, molto tondeggiante, era dotata di uno sfogo a griglie verticali per lo smaltimento del calore del motore.

Il motore

Il propulsore della Dauphine è un 4 cilindri in linea raffreddato ad acqua. Siglato Type 670-1, possedeva distribuzione a valvole in testa con aste e bilancieri ed asse a camme laterale. L’alimentazione veniva affidata ad un carburatore invertito Solex. Il motore sviluppava una potenza massima di 30 cavalli a 4200 giri/min. La coppia massima era invece di 6,7 kgm a 2000 giri/min. Nel 1963, la potenza massima arriva a 32 cavalli, La trasmissione era tramite frizione e cambio in blocco al retrotreno.

Renault Dauphine, l'aspetto inconfondibile di un'automobile d'altri tempi

La trazione era posteriore, con cambio manuale a tre marce, delle quali la prima non era sincronizzata. Le versioni Export, progettati per alcuni mercati esteri, avevano un cambio a 4 velocità. Le sospensioni erano a ruote indipendenti sui due assi, mentre l’impianto frenante si avvaleva di tamburi sia anteriormente che posteriormente. Nel 1964 l’impianto frenante diventa a dischi. Il motore della versione Gordini sviluppava ben 8 cavalli motore in più, arrivando ad una potenza massima di 37,8 cavalli.

Altre peculiarità che permettevano al motore di implementare la potenza erano il carburatore maggiorato, una nuova testata con diversa inclinazione di valvole e sedi delle valvole e miglioramenti nel raffreddamento del motore. Nel 1959, sulla Gordini viene introdotto il propulsore Type 670-05, con 55 cavalli di potenza e carburatore doppio corpo.

Renault Dauphine Ondine, variante di lusso nel 1961

Nel 1961 viene introdotto il modello Ondine, ossia la variante “lussuosa” della versione di lusso della Dauphine. Le differenze a livello estetico sono minime. Riguardano più che altro l’allestimento. Nel 1962 viene immessa sul mercato una versione limitata della Dauphine con il nome 1093, realizzata in soli 2200 esemplari. La Dauphine arriva anche in altri paesi, tra cui Messico, Argentina, Australia, Sudafrica, Spagna e Brasile. In Spagna la Dauphine viene realizzata con marchio FASA, in Brasile viene prodotta dalla Willys-Overland con il nome di Renault Gordini.

Renault Dauphine, l'aspetto inconfondibile di un'automobile d'altri tempi

La stessa Alfa Romeo, per competere con la FIAT, stringe un accordo con la Renault per la produzione della Dauphine, dal 1961 al 1964, negli stabilimenti del Portello a Milano. In seguito l’Alfa Romeo firma una joint venture con Renault che porta alla creazione della Sviluppo Automobilistico Meridionale S.p.A. per la produzione della successiva Renault 4 nello Stabilimento Alfa Romeo di Pomigliano d’Arco. La Dauphine cessa la produzione nel 1968 per essere sostituita dalla Renault 8. La Renault Dauphine, nonostante i detrattori per la bassa velocità e la scarsa affidabilità, rimarrà una vettura molto apprezzata nel mercato delle auto classiche con numerosi club che raccolgono attorno al suo nome molti appassionati.

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.