Roma, a piedi, bellezza e benessere

Roma, a piedi, bellezza e benessere. Diciamo la verità, non solo buche. Se capitate a Roma, o a Roma ci vivete, gli itinerari da fare a piedi sono tanti.
Ve ne voglio suggerire uno, di facile praticabilità, che vi porterà a scoprire una Roma storica, artistica e “paesaggistica”.
Un itinerario ideale per maggio, il mese delle rose. La nostra camminata, infatti, parte proprio dal Roseto comunale che fa da spartiacque tra la zona dell’Aventino e del Circo Massimo.
Passeggiare nel mese delle rose tra gli spazi colorati e profumati del roseto comunale sarà un ottimo incipit per il vostro percorso.
Se arrivate in automobile, i posti nei dintorni non mancano, anche a ridosso del roseto, punto di inizio del nostro walking tour. Per quanto riguarda i bus, i mezzi più vicino sono i bus 81, 160, 628 (su via della Greca) e i bus 23, 30, 44, 280, 130, 170, 716, 781 (su lungotevere Aventino).

  • Il Roseto comunale di Roma si trova in una posizione magnifica con una vista che spazia dal colle Palatino, al campanile di S. Maria in Cosmedin, alla cupola della Sinagoga, al Vittoriano, fino ad arrivare all’osservatorio di Monte Mario. Fin dal III sec. a.c. il luogo in cui sorge il roseto era dedicato ai fiori. Tacito, negli Annales, parla di un tempio dedicato alla dea Flora, i cui festeggiamenti, “floralia”, si svolgevano in primavera nel Circo Massimo. L’idea del roseto di Roma la dobbiamo alla Contessa americana Mary Gailey Senni, donna caparbia e decisa che fece di tutto per la realizzazione del suo progetto. Nel 1932 fu aperto il roseto sul colle Oppio. Il luogo fu scelto perché vi si trovava già una raccolta di numerose piante di rose provenienti dal Vivaio del Governatorato.

Roma, il Roseto comunale

Ricoperto di orti e vigne fino a tutto il XVI sec., divenne, nel 1645, l’Orto degli Ebrei con annesso il piccolo cimitero della Comunità. Dal 1934, anno del trasferimento del cimitero ebraico al Verano, l’area, destinata dal piano regolatore generale di Roma a Parco, rimase incolta fino al 1950, quando divenne sede del nuovo roseto comunale. Il giardino segue la pendenza del terreno con una forma ad anfiteatro. Il disegno architettonico vuole mimetizzare la frattura orizzontale costituita da via di valle Murcia, che divide il giardino in due parti. Nell’area più vasta si trova la collezione di rose botaniche, antiche e moderne.

Nella parte in basso, più piccola, si trovano i settori dove vengono dimorate le rose partecipanti al “Premio Roma” e la collezione delle rose che, dal 1933 – anno della prima edizione svoltasi a Colle Oppio – hanno vinto questa prestigiosa manifestazione. Il Roseto ospita circa 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo, anche dalla Cina e dalla Mongolia. Fra le più curiose, la Rosa Chinensis Virdiflora, dai petali di color verde e la Rosa Chinensis Mutabilis, che cambia colore con il passare dei giorni. Da non dimenticare la Rosa Fetida che dal nome non sembra spicarre per il suo profumo.

Roma a piedi: si va avanti

Dopo l’ebbrezza del roseto, non potrete che dirigervi verso la zona dell’Aventino, a pochi metri. Qui le attrazioni sono diverse. Dal Parco degli Aranci, ancora per godere di uno splendido giardino caratterizzato da una vista unica. Per poi visitare le chiese di Santa Sabina, Santa Prisca, Sant’Alessio e Sant’Anselmo.

  • Parco Savello, più noto come Giardino degli Aranci, è del 1932 e ha un’estensione di 7.800 mq. Il giardino viene realizzato da Raffaele de Vico, dopo che già agli inizi degli anni Venti del ‘900, con la nuova definizione urbanistica dell’Aventino, era stato previsto di destinare a parco pubblico l’area che i padri Domenicani della vicina chiesa di Santa Sabina tenevano a orto, in modo da offrire libero accesso alla vista da quel versante del colle, unendola con quella allora occupata dal Lazzaretto Comunale, corrispondente a parte dell’attuale Giardino di S. Alessio.

Tutto questo per realizzare un nuovo belvedere da affiancare a quelli del Pincio e del Gianicolo. Il giardino, piantato ad aranci, ha un riferimento all’arancio presso cui predicava S. Domenico, fondatore dell’ordine, conservato nel vicino chiostro di S. Sabina e visibile tramite un foro aperto nel muro del portico della chiesa. Il parco ha ricevuto da de Vico un’impostazione rigorosae, con un viale mediano in asse con il belvedere, che si apre in due slarghi: in quello di destra era in origine collocata la fontana realizzata da Giacomo della Porta per Piazza Montanara, e dal 1973 trasferita a piazza S. Simeone ai Coronari. L’ingresso principale, in Piazza S. Pietro d’Illiria, fu arricchito nel 1937 dal portale proveniente da Villa Balestra sulla via Flaminia.

Usciamo dal parco degli Aranci, dirigiamoci verso Santa Sabina.

  • Santa Sabina viene costruita nel V secolo da Pietro d’Illiria. La basilica è stata oggetto di numerosi restauri e verso il Duecento viene affidata da papa Onorio III a Domenico di Guzmàn e al suo ordine di frati. Tra le leggende che aleggiano sulla chiesa, quella che racconta che la pietra nera rotonda situata su una colonna tortile, chiamata Lapis Diaboli, sarebbe stata lanciata dal diavolo contro San Domenico mentre il santo era in preghiera.

Roma, Santa Sabina

Procedendo nella nostra camminata, tra Sant’Alessio e Sant’Anselmo col suo bellissimo chiostro, sosta (e fila) di rigore per guardare dal buco della serratura della porta del Priorato dei Cavalieri di malta la cupola di San Pietro. Voyeurismo artistico e religioso.

Roma

Roma

Roma, Sant'Anselmo

A questo punto, ritornando verso il Roseto comunale. Potrete optare per due soluzioni di cui vi racconterò nel prossimo post.
O dirigervi verso Trastevere attraversando quello che viene chiamata il Ponte Inglese, magari facendo un salto all’Isola Tiberina oppure “scavalcare il Circo Massimo e puntare su Colosseo, Fori Imperiali e via Sacra.
Si accettano suggerimenti. Chiedetemi cosa preferite che vi racconti prima e ve ne parlerò.
Intanto, buona camminata.

 

 

 

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