7 Aprile 2020

Roma, a piedi tra roseto e Giardino degli aranci

Roma, a piedi tra roseto e Giardino degli aranci
Roma, a piedi tra roseto e Giardino degli aranci

Roma, una passeggiata all’Aventino immersi nella bellezza del parco degli aranci e del roseto comunale

Roma, non guardatela oggi. Guardatela con occhi di romantica grandezza e non vi accorgerete nemmeno, la rima viene spontanea, della “monnezza”.  Roma è come un’elegante signora sempre in vestaglia, spettinata e a piedi scalzi che se la gira per casa. Per godere di Roma, nulla di meglio che una salutare passeggiata. Gli itinerari da fare a piedi sono tanti.

Uno di facile praticabilità, che vi porterà a scoprire una Roma storica, artistica e “paesaggistica”,un itinerario ideale per maggio, il mese delle rose perchè potrete vivere un’esplosione di profumi, ma comunque buono in ogni momento, è quello di una passeggiata tra Aventino, roseto comunale e il Giardino degli aranci. Senza dimenticare le meravigliose chiese limitrofe.

La nostra camminata, infatti, parte proprio dal Roseto comunale che fa da spartiacque tra la zona dell’Aventino e del Circo Massimo. Passeggiare nel mese delle rose tra gli spazi colorati e profumati del roseto comunale sarà un ottimo incipit per il vostro percorso. Se arrivate in automobile, i posti nei dintorni non mancano, anche a ridosso del roseto, punto di inizio del nostro walking tour. Per quanto riguarda i bus, i mezzi più vicino sono i bus 81, 160, 628 (su via della Greca) e i bus 23, 30, 44, 280, 130, 170, 716, 781 (su lungotevere Aventino).

Il roseto comunale nel mese di maggio

Roma, il Roseto comunale

Il Roseto comunale di Roma si trova in una posizione magnifica con una vista che spazia dal colle Palatino, al campanile di S. Maria in Cosmedin, alla cupola della Sinagoga, al Vittoriano, fino ad arrivare all’osservatorio di Monte Mario. Fin dal III sec. a.c. il luogo in cui sorge il roseto era dedicato ai fiori. Tacito, negli Annales, parla di un tempio dedicato alla dea Flora, i cui festeggiamenti, “floralia”, si svolgevano in primavera nel Circo Massimo. L’idea del roseto di Roma la dobbiamo alla Contessa americana Mary Gailey Senni, donna caparbia e decisa che fece di tutto per la realizzazione del suo progetto. Nel 1932 fu aperto il roseto sul colle Oppio. Il luogo fu scelto perché vi si trovava già una raccolta di numerose piante di rose provenienti dal Vivaio del Governatorato.

Sole e fiori a maggio non vi deluderanno al roseto comunale

Ricoperto di orti e vigne fino a tutto il XVI sec., divenne, nel 1645, l’Orto degli Ebrei con annesso il piccolo cimitero della Comunità. Dal 1934, anno del trasferimento del cimitero ebraico al Verano, l’area, destinata dal piano regolatore generale di Roma a Parco, rimase incolta fino al 1950, quando divenne sede del nuovo roseto comunale. Il giardino segue la pendenza del terreno con una forma ad anfiteatro. Il disegno architettonico vuole mimetizzare la frattura orizzontale costituita da via di valle Murcia, che divide il giardino in due parti. Nell’area più vasta si trova la collezione di rose botaniche, antiche e moderne.

Nella parte in basso, più piccola, si trovano i settori dove vengono dimorate le rose partecipanti al “Premio Roma” e la collezione delle rose che, dal 1933 – anno della prima edizione svoltasi a Colle Oppio – hanno vinto questa prestigiosa manifestazione. Il Roseto ospita circa 1.100 specie di rose provenienti da tutto il mondo, anche dalla Cina e dalla Mongolia. Fra le più curiose, la Rosa Chinensis Virdiflora, dai petali di color verde e la Rosa Chinensis Mutabilis, che cambia colore con il passare dei giorni. Da non dimenticare la Rosa Fetida che dal nome non sembra spicarre per il suo profumo.

Il Giardino degli Aranci

Dopo l’ebbrezza del roseto, non potrete che dirigervi verso la zona dell’Aventino, a pochi metri. Qui le attrazioni sono diverse. Dal Parco degli Aranci, ancora per godere di uno splendido giardino caratterizzato da una vista unica. Per poi visitare le chiese di Santa Sabina, Santa Prisca, Sant’Alessio e Sant’Anselmo.

Parco Savello, più noto come Giardino degli Aranci, è del 1932 e ha un’estensione di 7.800 mq. Il giardino viene realizzato da Raffaele de Vico, dopo che già agli inizi degli anni Venti del ‘900, con la nuova definizione urbanistica dell’Aventino, era stato previsto di destinare a parco pubblico l’area che i padri Domenicani della vicina chiesa di Santa Sabina tenevano a orto, in modo da offrire libero accesso alla vista da quel versante del colle, unendola con quella allora occupata dal Lazzaretto Comunale, corrispondente a parte dell’attuale Giardino di S. Alessio.

Tutto questo per realizzare un nuovo belvedere da affiancare a quelli del Pincio e del Gianicolo. Il giardino, piantato ad aranci, ha un riferimento all’arancio presso cui predicava S. Domenico, fondatore dell’ordine, conservato nel vicino chiostro di S. Sabina e visibile tramite un foro aperto nel muro del portico della chiesa. Il parco ha ricevuto da de Vico un’impostazione rigorosa e, con un viale mediano in asse con il belvedere, che si apre in due slarghi: in quello di destra era in origine collocata la fontana realizzata da Giacomo della Porta per Piazza Montanara, e dal 1973 trasferita a piazza S. Simeone ai Coronari. L’ingresso principale, in Piazza S. Pietro d’Illiria, fu arricchito nel 1937 dal portale proveniente da Villa Balestra sulla via Flaminia.

Santa Sabina

Usciamo dal parco degli Aranci, dirigiamoci verso Santa Sabina. Santa Sabina viene costruita nel V secolo da Pietro d’Illiria. La basilica è stata oggetto di numerosi restauri e verso il Duecento viene affidata da papa Onorio III a Domenico di Guzmàn e al suo ordine di frati. Tra le leggende che aleggiano sulla chiesa, quella che racconta che la pietra nera rotonda situata su una colonna tortile, chiamata Lapis Diaboli, sarebbe stata lanciata dal diavolo contro San Domenico mentre il santo era in preghiera. Una chiesa di rara bellezza che invita alla contemplazione più di altro, non solo al “wedding time”, così frequenti in queste chiese. Da non perdere i sotterranei di Santa Sabina con i resti di Mura serviane e di abitazioni dell’età imperiale con straordinari mosaici.

Sant’Anselmo

Procedendo nella nostra camminata, tra Sant’Alessio e Sant’Anselmo col suo bellissimo chiostro, sosta (e fila) di rigore per guardare dal buco della serratura della porta del Priorato dei Cavalieri di Malta la cupola di San Pietro. Voyeurismo artistico e religioso. All’angolo sud-ovest della piazza dei Cavalieri di Malta si trova la chiesa benedettina di S.Anselmo, dedicata, ai primi del ‘900, al santo arcivescovo di Canterbury. Il complesso costituisce uno dei più importanti esempi neoromanici realizzati a Roma verso la fine dell’Ottocento, commissionato dall’ordine dei Benedettini che, accogliendo l’invito di Leone XIII a far rinascere gli studi cattolici, realizzarono il seminario internazionale benedettino. “Estatica” la pace all’interno del chiostro, un po’ fredda l’atmosfera all’interno della chiesa.

Nella zona, da vedere anche la basilica dei Santi Bonifacio e Alessio comunemente chiamata Sant’Alessio e Santa Prisca. Se poi di chiese non ne potete più, dopo aver gustato tutta la bellezza del Giardino degli Aranci e del roseto, anche se non è maggio per godere del suo massimo tripudio, vi basterà camminare immersi nelle strade adiacenti immerse nel silenzio, sognando un po’ su attici e superattici con strepitose viste su Roma.

O anche dirigervi verso Trastevere attraversando quello che viene chiamato il Ponte Inglese, magari facendo un salto all’Isola Tiberina oppure “scavalcare” il Circo Massimo e puntare su Colosseo, Fori Imperiali e via Sacra. Se la stanchezza si fa sentire, basta fare rotta sul quartiere Testaccio per fare sosta in uno dei tanti locali del quartiere e respirare ancora quel che rimane di una romanità che resiste e che fa storia. Ultreya Y Suseya e buona camminata.

Foto
Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.