Salgado, mostra e appello a favore degli indigeni dell’Amazzonia

Salgado, mostra e appello a favore degli indigeni dell'Amazzonia
Sebastião Salgado Water supplies are often far away from the refugee camps. Goma, Zaire. 1994. © Sebastião Salgado / Contrasto

Sebastião Salgado: Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni. La bellissima mostra del fotografo brasiliano organizzata dalla Fondazione Pistoia Musei riapre e viene prorogata fino al 26 luglio 2020. Con l’evento del 23 maggio: l’intervista di Robert Koch a Salgado e l’appello dell’artista lanciato a favore degli indigeni dell’Amazzonia messi seriamente a rischio dall’emergenza covid-19 che la politica scellerata di Bolsonaro ha trasformato in uno dei posti più “infettati” al mondo.

Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni

Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni è la mostra personale del fotografo brasiliano Sebastião Salgado. Composta da un corpus di 180 fotografie, l’esposizione racconta la storia del nostro tempo attraverso momenti drammatici ed eroici vissuti da singoli individui. Pone anche una domanda che resta ancora senza risposta: nel nostro cammino verso il futuro non stiamo forse lasciando indietro gran parte del genere umano?

Per anni il fotografo brasiliano ha documentato le migrazioni di massa restituendo con i suoi scatti la condizione esistenziale di milioni di uomini che sono stati capaci di spezzare i legami con le proprie radici, cercando loro stessi in un viaggio verso altri luoghi.

È ormai passata quasi una generazione da quando queste fotografie sono state esposte per la prima volta, eppure per molti aspetti il mondo che ritraggono non è cambiato. I profughi di oggi sono solo le vittime più visibili di un processo globale che dimostra quanto tutto ciò che accade sulla terra sia collegato, dal crescente divario tra ricchi e poveri alla crescita demografica, dalla meccanizzazione dell’agricoltura alla distruzione dell’ambiente, dai cambiamenti climatici al fanatismo sfruttato a fini politici.

Salgado, mostra e appello a favore degli indigeni dell'Amazzonia

Povertà, disastri naturali, violenza e guerre costringono ogni anno milioni di persone ad abbandonare le loro case costrette poi a vivere in campi profughi che il più delle volte si espandono fino a diventare piccole città, e investendo tutti i risparmi, e spesso anche la vita, per inseguire il sogno di una “Terra promessa”.

Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni racconta la condizione di profugo, l’istinto di sopravvivenza, i momenti di esodo, i disordini urbani e le tragedie di continenti ormai alla deriva, racconta la paura e la povertà così come la volontà, la dignità e il coraggio.

Salgado, mostra e appello a favore degli indigeni dell'Amazzonia

“Oggi più che mai, sento che il genere umano è uno. Vi sono differenze di colore, di lingua, di cultura e di opportunità, ma i sentimenti e le reazioni di tutte le persone si somigliano. Noi abbiamo in mano la chiave del futuro dell’umanità, ma dobbiamo capire il presente. Queste fotografie mostrano una porzione del nostro presente. Non possiamo permetterci di guardare dall’altra parte” sottolinea Sebastião Salgado.

Sabato 23 maggio, intervista a Salgado e il suo appello a favore degli indigeni in Amazzonia

Sabato 23 maggio i canali social del festival di antropologia del contemporaneo Pistoia – Dialoghi sull’uomo trasmetteranno l’intervista di Roberto Koch a Sebastião Salgado. Il dialogo è stato realizzato in occasione dell’appello lanciato dal fotografo brasiliano assieme alla moglie Lélia Wanick Salgado, che disegna i suoi libri e mostre, al governo, al congresso e alla Corte Suprema del Brasile per tutelare gli indigeni dell’Amazzonia dal rischio di genocidio che la diffusione del coronavirus potrebbe causare alla loro specie. Un evento organizzato in collaborazione tra Contrasto e Pistoia – Dialoghi sull’uomo, festival promosso dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia e dal Comune di Pistoia, ideato e diretto da Giulia Cogoli.

Il video affianca le conferenze in streaming e le proiezioni video con pensatori contemporanei che il festival ha organizzato il 22, 23 e 24 maggio, nei giorni che sarebbero stati della sua XI edizione, testimoniando così la volontà di proseguire, anche in queste condizioni di difficoltà, il suo impegno culturale e civile (www.dialoghisulluomo.it).

Salgado ha lavorato negli ultimi dieci anni proprio tra le tribù amazzoniche potendone apprezzare le abitudini, la vita, vivendo con loro a contatto con la natura e con gli animali, esperienza di cui racconterà a fondo la sua testimonianza preziosa e inedita. Queste comunità hanno già sofferto a causa delle foreste in fiamme e dei fiumi avvelenati.

Salgado, mostra e appello a favore degli indigeni dell'Amazzonia

La loro situazione è doppiamente critica perché i territori riservati per legge all’uso esclusivo delle tribù indigene viene ora invaso dai minatori, dai taglialegna e dagli allevatori di bestiame. Tali attività illecite si sono accelerate nelle ultime settimane perché fuori controllo a causa dell’emergenza sanitaria. Gli intrusi illegali hanno portato il covid-19 tra gli indigeni: per questo servono misure urgenti per proteggerli.

Cinque secoli fa, questi gruppi etnici furono decimati da malattie portate dai colonizzatori europei. Da allora, le successive crisi epidemiologiche hanno ucciso la maggior parte delle loro popolazioni. Ora, con questo nuovo flagello che si sta diffondendo rapidamente in tutto il Brasile, i popoli indigeni, come quelli che vivono isolati nel bacino amazzonico, potrebbero essere spazzati via del tutto.

“Queste popolazioni indigene fanno parte della straordinaria storia della nostra specie. La loro scomparsa sarebbe una tragedia estrema per il Brasile e una perdita immensa per l’umanità. Non c’è tempo da perdere. È questo il rischio che corrono le popolazioni indigene se non si prendono provvedimenti urgenti” afferma Sebastião Salgado.

Sebastião Salgado, alcune note biografiche

Sebastião Ribeiro Salgado nasce l’8 febbraio 1944 ad Aimorés, nello stato di Minas Gerais, in Brasile. A 16 anni si trasferisce nella vicina Vitoria, dove finisce le scuole superiori e intraprende gli studi universitari. Nel 1967 sposa Lélia Deluiz Wanick. Dopo ulteriori studi a San Paolo, i due si trasferiscono prima a Parigi e quindi a Londra, dove Sebastião lavora come economista per l’Organizzazione Internazionale per il Caffè. Nel 1973 torna insieme alla moglie a Parigi per intraprendere la carriera di fotografo.

Lavorando prima come freelance e poi per le agenzie fotografiche Sygma, Gamma e Magnum, per creare poi insieme a Lélia la agenzia Amzonas Images, Sebastião viaggia molto, occupandosi prima degli Indios e dei contadini dell’America Latina, quindi della carestia in Africa verso la metà degli anni Ottanta. Queste immagini confluiscono nei suoi primi libri. Tra il 1986 e il 2001 si dedica principalmente a due progetti. Prima documenta la fine della manodopera industriale su larga scala nel libro La mano dell’uomo, (Contrasto, 1994) e nelle mostre che ne accompagnano l’uscita (presentata in 7 diverse città italiane).

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Quindi documenta l’umanità in movimento, non solo profughi e rifugiati, ma anche i migranti verso le immense megalopoli del Terzo mondo, in due libri di grande successo: In cammino e Ritratti di bambini in cammino (Contrasto, 2000). Grandi mostre itineranti (a Roma alle Scuderie del Quirinale e poi a Milano all’Arengario di Palazzo Reale) accompagnano anche in questo caso l’uscita dei libri. Lélia e Sebastião hanno creato nello stato di Minas Gerais in Brasile l’Instituto Terra che ha riconvertito alla foresta equatoriale – che era a rischio di sparizione – una larga area in cui sino stati piantati decine di migliaia di nuovi alberi e in cui la vita della natura è tornata a fluire.

L’Instituto Terra è una delle più efficaci realizzazioni pratiche al mondo di rinnovamento del territorio naturale ed è diventata un centro molto importante per la vita culturale della città di Aimorés. Nel 2013 Contrasto ha pubblicato la sua autobiografia Dalla mia terra alla terra e, da quell’anno, ha dato via a un lungo tour di presentazione della mostra Genesi in tutta Italia. Nel 2021 la mostra Amazzonia sarà presentata per la prima volta in Italia presso il MAXXI di Roma.

Credit Photo

Installation view della mostra Sebastião Salgado. Exodus. In cammino sulle strade delle migrazioni, 2019, Fondazione Pistoia Musei, Palazzo Buontalenti e Antico Palazzo dei Vescovi
© Sebastião Salgado / Contrasto. Ph Rachele Salvioli

INFO

L’accesso sarà infatti consentito esclusivamente previa prenotazione telefonica per gestire e contingentare il flusso dei visitatori, che avranno l’obbligo di indossare la mascherina per tutta la durata della visita; all’ingresso avverrà inoltre la misurazione della temperatura e l’igienizzazione delle mani.

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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