Se guardo il mondo da un oblò, la storia di Laura

Se guardo il mondo da un oblò, la storia di Laura
Se guardo il mondo da un oblò, la storia di Laura

Se guardo il mondo da un oblò. Anzi da una macchina fotografica. Dall’idea di un saggio sulla scrittura come esperienza psicologica, nasce il primo romanzo della psicologa Roberta Portelli, Se guardo il mondo da un oblò, (Zephyro Edizioni, pagine 128, 18 euro). Il volume è accompagnato da una serie di scatti realizzati per questo progetto da Paolo Mazzo: un viaggio nella mente di Laura, che ha scelto di rapportarsi alla realtà solo con la sua macchina fotografica. Una visione mediata capace di cogliere le mille sfumature della realtà e di mostrare inediti punti di vista.

Se guardo il mondo da un oblò, cosa può significare? Assaporare i dialoghi del click più che tanta isteria di bla bla bla, senza farsi illusioni? Laura è la protagonista del primo romanzo della psicologa Roberta Portelli.

Un progetto nato in modo inaspettato e sorprendente. L’idea iniziale era quella di un saggio dedicato alla scrittura creativa come esperienza psicologica. Poi ha preso forma un racconto, dove è la stessa autrice a mettersi in gioco.

La scrittura viene utilizzata come momento di riflessione sul sé e sulle relazioni, in particolare nella società contemporanea. Pur non essendo un romanzo autobiografico, questo libro è la prova concreta di quanto l’esercizio della scrittura possa far emergere idee, emozioni e messaggi spesso celati e difficili da svelare.

Se guardo il mondo da un oblò, il libro

Laura è una donna che ha scelto di tenere gli altri a distanza, per tutelare la propria idea di libertà.

Ama confondersi tra la gente. Vivere a Milano la aiuta ad essere una sconosciuta tra sconosciuti. Ha scelto una professione in cui ogni contatto umano viene mediato: la fotografia. Tramite i suoi scatti osserva persone e situazioni. Ma senza convolgimento. Una forma di controllo sulle emozioni, su tempi e i modi di rapportarsi al mondo.

Usa le immagini – e la musica – come antidoto verso quel che la turba, nella speranza che niente la possa davvero toccare. Ma un periodo professionalmente complesso, aggravato dalla rigidità dell’inverno, le fa comprendere come la sua anima non può essere trattata come una macchina fotografica.

Non è un diaframma che si apre e chiude a comando, non può essere riposta in un angolo se inutilizzata. Una serie di personaggi entrerà in modo inaspettato e casuale nella sua vita. Verranno mostrati i limiti di una vita in cui il desiderio di libertà rischia di diventare una prigione solitaria. E da lì sperimenterà emozioni ed esperienze reali, sincere.

Una ricerca di libertà

Libera. Ho sempre voluto sentirmi libera. Il prezzo della libertà non mi è mai sembrato troppo elevato. Anche se libertà si coniugava con solitudine. Anzi, la creatività mi è sempre sembrata l’esito di una esperienza solitaria. Il legame, la vicinanza, la complicità mi sono sempre sembrati pericolosi. Mi chiamo Laura, e questa è la mia storia”.

Chi crea un personaggio e una storiaspiega Roberta Portelli – deve fare i conti con la sua creazione. Qualche volta ciò che si è inventato non piace. O inquieta. O fa arrabbiare. Perché i personaggi hanno una loro vita autonoma e un loro preciso carattere. La narrazione immaginaria mette a contatto con emozioni molto intense, a volte difficili da gestire. Non sempre ci sono le risorse psicologiche per poter tollerare, contenere, rielaborare ciò che via via si sperimenta”.

Nel volume Se guardo il mondo da un oblò si va oltre. Il punto di vista di Laura viene mostrato al lettore grazie alle immagini di Paolo Mazzo: “Pensavo con insistenza che il racconto per sentirsi completo avesse necessità di essere corredato di immagini fotografiche. Insieme al fotografo Paolo Mazzo abbiamo iniziato un percorso nella mente e negli occhi di Laura: una vera e propria sfida perché la mia protagonista intende la fotografia in modo molto diverso da lui. Ne sono nate una serie di immagini a colori e in bianco e nero, presenti all’interno del libro, utili a rappresentare il suo stato d’animo che mutava con il progredire della narrazione”.

Una narrazione per parole e immagini che accompagna il lettore alla scoperta del mondo solitario di Laura che, in fondo, non è così lontano dalle piccole e grandi solitudini provate da ognuno di noi.

Perché scrivere, come affermava Marguerite Duras, significa davvero “urlare nel silenzio”.

Uno sguardo sull’autrice, Roberta Portelli

Nata e cresciuta a Gorizia. Nel periodo universitario ha vissuto a Padova dove si è laureata in Psicologia nel 1992. Trasferitasi poi a Brescia, ha iniziato la sua attività professionale presso enti pubblici e privati. Nel 2002 si è specializzata in psicoterapia infantile ad orientamento psicodinamico. Attualmente opera come libera professionista. Nel 2019 ha conseguito il Master di secondo livello in Medicina narrativa presso la Fondazione Istud di Milano. Se guardo il mondo da un oblò è il suo primo romanzo. L’esperienza creativa di Roberta Portelli continua anche nel blog nato in seguito alla pubblicazione del romanzo: Se guardo il mondo da un oblog è uno spazio online dedicato al complesso rapporto tra parole scritte e psicologia, tra approfondimenti, spunti di lettura, e riflessioni.

Uno sguardo sul fotografo, Paolo Mazzo

Fotografo professionista dal 1993 produce fotografie pubblicitarie, editoriali e di architettura. Autore di progetti fotografici a sfondo sociale o urbano, ha prodotto lavori sulla rigenerazione culturale di una città mineraria (Arsia, Croatia); sul popolo profugo Sahrawi in Algeria, all’analisi urbanistica di Milano (F. Oliva, L’urbanistica di Milano, Hoepli, Milano, 2002). Ha vinto il premio Marco Bastianelli-Opera Prima nel 2010 con il lavoro Radici di ferro. Ha all’attivo numerose pubblicazioni e partecipazioni a mostre personali e collettive.

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Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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