Sfarinatura d’oro

Una forma liquescente,

una linea d’orizzonte,

che ti entra nelle vene,

col lucore di un diamante.

Vibrano accese le pupille

sotto le palpebre

per una sfarinatura d’oro

che ti entra nel naso.

Anche il buio si fa candido

in un opercolato

di polpa d’aria.

Io ho un capogatto

e mi faccio prigioniero

d’un asse metodico

che trapassa le feritoie

di un cuore, talvolta, di tenebra,

una dirittura di cielo,

un bastione di serenità,

che colpisce in gola,

pronto a dissolvere

masse accatastate di acque ribollite.

E diventi senza polvere,

né peso.

In certi mattini

anche Dio riposa,

sonnecchia, quasi sorridendo,

disteso al sole.

Vitaleta 15 -01-01-2017

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia e blogger, scrivo per legittima difesa.

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