Sperlonga e Fossanova in moto, l’abbraccio del mare e della vita

Sperlonga e Fossanova in moto, l'abbraccio del mare e della vita
Sperlonga e Fossanova in moto, l'abbraccio del mare e della vita

 

Sperlonga e Fossanova in moto

SCHEDA INFORMATIVA

Chilometri percorsi: 311

Luoghi visitati: Sperlonga e abbazia di Fossanova

Tempo di percorrenza: In un giorno

Da vedere nelle vicinanze: Gaeta, Formia, Monte San Biagio, Terracina, San Felice Circeo

Strade percorse: Pontina, Appia

Strade alternative: Monti Lepini, direzione Frosinone

Sperlonga e Fossanova, tra mare, natura, arte e cultura davvero di straordinaria intensità. Altro itinerario ideale in motocicletta per un giro complessivo di circa 320 chilometri è quello che da Roma porta da Sperlonga fino all’Abbazia di Fossanova. Un giro di quelli che è possibile fare in un giorno, in totale relax

Per arrivare a Sperlonga la via più comoda da Roma è sicuramente la Pontina, strada dissestata, noiosa, pericolosa e soprattutto frequantaissima da camione traffico. In particolar modo, il fine settimana. Alternativa accettabile, anche la via Appia.

Dopo la noiosa Pontina, non ideale perché ricolma di incroci a raso e campagna industriale di poco fascino, proseguiamo per in direzione San Felice Circeo. Appena arrivati sulla via Appia, il paesaggio cambia e già si respira un’aria diversa e un “sapore di mare”.

A sinistra le montagne con paesi come Monte San Biagio a fare da sentinella, davanti al puntale della nostra BMW Adventure la costa di Sperlonga coi i suoi riflessi d’azzurro e di sole che attraversano il cupolino e cominciano ad annebbiare gli strumenti di una vistosa bellezza.

Sperlonga e Fossanova in moto, l'abbraccio del mare e della vita

Sperlonga, il borgo

Le curve, poche, per arrivare in cima a Sperlonga, sono poche ma il panorama è mozzafiato. Lasciate moto e automobile nel parcheggio comodo e pratico (a pagamento) poco prima dell’ingresso al borgo. Il parcheggio lo trovate sulla destra, a sinistra entrate nella piccola perla laziale.

Il paese sorge su uno sperone roccioso a picco sul mare, nel tratto di costa del basso Lazio tra il Golfo del Circeo e il Golfo di Gaeta. Il promontorio da cui svetta è parte della catena montuosa dei Monti Aurunci.

La costa è molto frastagliata, soprattutto in alcuni punti. Tante le grotte naturali che rendono ancora più affascinante il paesaggio. Il nome stesso Sperlonga deriva da “spelunca”, appunto grotta.

La giornata è di quelle in cui il sole ci avvicina alla grazia della vita. Nonostante le sue asperità e contraddizioni. Camminiamo nella nostra tenuta da piloti senza sentirne il peso. A Sperlonga si diventa puiù leggeri, quasi si vola tra le sue belle mura.

Il bianco di edifici e pavimentazioni è accecante. L’Italia riparte e la sensazione che abbiamo è il miglior augurio possibile. Molte persone passeggiano “mascherinate”, i locali con i tavolini distanziati ma belli pieni confermano una voglia d’estate e di allegria.

Sosta di rigore sul belvedere che trovate a sinistra prima di entrare nel centro storico. Dall’alto, il mare invoglia all’amplesso col paesaggio. Le casette che si stagliano sulla destra del belvedere ci faranno rimpiangere di non avere una casa in questo borgo, magari vista azzurra distesa.

Proseguiamo nella nostra passeggiata. Il borgo di Sperlonga è tutto da scoprire. Le prime tracce di un insediamento umano in questa zona risalgono al paleolitico. In epoca romana Sperlonga acauista importanza. Sono tante le ville di cui ancora oggi possiamo ammirare ciò che ne rimane. Durante il periodo medievale divenne un pittoresco villaggio di pescatori, molte volte fatto oggetto da incursioni di pirati. L’intero paese venne ricostruito dopo il XVII secolo.

Il centro storico testimonia più da vicino questo passato. Un tempo, il villaggio era un autentico castello con mura fortificate e torri di avvistamento. Ne rimangono due testimonianze, le due porte d’ingresso, Portella e Porta Marina, e tre torrioni che svettano nel cuore più antico del paese: la Torre Truglia, la Torre Centrale e la Torre del Nibbio. Altre bellissime tracce del passato sono le piccole chiesette come la cappella di San Rocco e la chiesa di Santa Maria di Sperlonga, risalente addirittura al 1135.

Da vedere ancora, opere d’architettura medievale, come il Palazzo Sabella (la cui facciata venne ricostruita nel ‘500) e d’epoca romana. Una su tutte è la splendida villa di Tiberio, costruita sulle fondamenta di una precedente struttura tardo-repubblicana per volere dell’imperatore romano. La sua peculiarità è la grotta di Tiberio, grotta naturale all’interno della villa, utilizzata come sala da pranzo estiva, con giochi d’acqua, decorazioni marmoree e gruppi scultorei del ciclo di Ulisse.

Tantissimi negozi, boutique e graziosi locali che di sera danno ancora più poesia a questo delizioso borgo marinaro. Molto locali hanno aperto da poco ma davvero in giro si tocca con mano tutta la voglia di gettarsi alle spalle questo periodo difficile.

Sperlonga, le spiagge

Sperlonga, è ovviamente oltre alla bellezza del borgo, spiagge e mare. Una delle più note è la spiaggia della Canzatora, ideale per bambini e famiglie, Si trova lungo il litorale di Ponente ed è sempre molto frequentata. Più tranquille la spiaggia del Lago Lungo, una zona selvaggia perfetta per chi ama il kitesurf, e quella dei 300 scalini, così chiamata proprio perché per raggiungere questa caletta isolata, è necessario percorrere un sentieri a gradini, accessibile solo a pagamento.

Da non dimenticare poi la spiaggia della Fontana (conosciuta anche come spiaggia della Sorgente), caratterizzata da una piccola insenatura di sabbia dove si è formata una piccola vasca. Al suo interno vi cade l’acqua, dolce e freddissima, che sgorga dalla roccia all’ombra della Torre Truglia, una volta la principale fonte di approvvigionamento idrico del paese.

Dopo un pranzo veloce in uno dei tanti locali della piazza, risaliamo in sella. Direzione Abbazia di Fossanova vicino Priverno. Sono appena circa 25 chilometri da Sperlonga e la strada è decisamente più coinvolgente della Pontina. Incontriamo infatti diversi “fratelli di rombo”.

L’abbazia di Fossanova

Arrivati all’abbazia di Fossanova, entriamo subito nella dimensione più “mistica” della giornata. Dopo il mare, ci lasciamo andare all’abbraccio dell’inivisibile e l’arte che l’uomo ha saputo realizzare in lode all’Altissimo.

L’Abbazia di Fossanova è uno degli esempi più significativi dell’arte gotico-cistercense in Italia. Costruita sui ruderi di una villa romana di età repubblicana, era un monastero benedettino. Successivamente, per volere di Innocenzo II, viene concessa ai cistercensi che la edificano nelle forme attuali. Poche persone in giro, la visitiamo in assoluto e contemplativo silenzio che ci fa ancora più apprezzare il momento.

Il nucleo principale è costituito dalla chiesa con il chiostro su cui ruotano il refettorio, la sala capitolare, l’infermeria dei monaci e la casa dell’abate, dove morì San Tommaso d’Aquino nel 1274.

La Chiesa, dedicata a Santa Maria, è a pianta a croce latina a tre navate, divisa da sette pilastri congiunti da arcate a sesto acuto. Le navate sono coperte da volte a crociera, all’incrocio fra la navata centrale ed il transetto sorge il tiburio o torre lanterna, ricostruito nel 1595 dopo che un fulmine lo aveva distrutto.

L’interno, privo di decorazioni, esalta lo stile gotico-cistercense. La sobria facciata della chiesa, in origine porticata, è impreziosita da un grande rosone centrale e da un bel portale la cui lunetta risalta per le splendide decorazioni cosmatesche.

Il chiostro era il luogo riservato al passeggio e alla meditazione dei frati ed intorno ad esso si sviluppavano i principali ambienti del monastero. Di particolare interesse è il lato antistante il Refettorio per le forme delle colonnine e per l’edicola costruita a protezione di un lavabo, la cui base riutilizza una pietra miliare dell’antica via Appia.

Subito fuori il nucleo principale si sviluppano l’infermeria dei conversi (oggi sala per attività culturali), la foresteria (sede del museo medievale), i resti di quello che fu l’ospizio per i pellegrini, la grangia e le stalle. Nel XIX secolo inizia la trasformazione del complesso abbaziale in borgo rurale.

Come ogni volta, ci rimettiamo in moto con un bel carico di sensazioni. Natura, arte, cultura, “spirito”, mare, sole, che dire, davvero l’abbraccio del mare e della vita.

Leggi anche

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

Altri articoli

Aggiungi commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

Seguici su Facebook