Suoni e ombre, le poesie di Massimo Genovesi

di Angela Pes

Nasce quasi per caso la raccolta di poesie di Massimo Genovesi Suoni ed Ombre (Editore Il Poligrafo, 68 pp, euro 13), da una sfida nata per scherzo con l’amica Mara Ballerba che proponeva gli argomenti sui quali poi Massimo, entro il giorno dopo, doveva scrivere dei versi.

Massimo Genovesi è nato il 3 luglio 1970 a Isola dei Liri, in provincia di Frosinone. A causa di vicissitudini negative della vita, comincia a lavorare presto, ma l’amore per l’arte riesce a trovarlo comunque lungo il suo cammino e infatti, lo porta nel 2010, a scrivere poesie in quartine ed aforismi.

Aprendo la sua raccolta Suoni ed Ombre, la prima poesia che è possibile leggere si intitola 8 dicembre 1990 dedicata alla moglie, della quale è innamoratissimo e che sembrerebbe essere oltretutto, sua principale “Musa” ispiratrice. Una poesia che nasce come regalo che Massimo fa a lei per il Natale del 2008, poesia attraverso la quale ha voluto imprimere per sempre, nero su bianco, quello che fu il percorso fatto insieme alla moglie amata fino a quel momento. Ed ecco la potenza delle parole.

Uno spirito eclettico e poliedrico, curioso e sensibile, Massimo è un poeta e una persona incline all’intimismo che ama la poesia in quanto mezzo capace di esprimere al massimo la possibilità evocativa e visionaria della parola stessa. Una parola che nella sua raccolta vuole acquistare valore e significato anche nella sua tendenza all’enigmatico.

Una poesia, la sua, che nasce da ciò che lo circonda, dal quotidiano, da ciò che durante il giorno può accadere o da ciò che lui stesso può notare e che può stupire o meravigliare. Con uno stile semplice riesce ad esprimere una complessità tematica non indifferente. Una raccolta di poesie che tocca e trasforma in parole la vita di ogni giorno, esprimendo la meraviglia che si può nascondere anche dietro le piccole cose. Con le poesie di Massimo Genovesi raccolte in Suoni ed Ombre, si avrà l’occasione di intraprendere un viaggio tra le parole che si mostrano in tutta la loro bellezza.

Massimo, come nasce la tua raccolta di poesie Suoni ed Ombre?

E’ nata come un gioco insieme alla mia cara amica Mara Bellerba, che di professione fa la Mental Coach. Nel 2015, lavorando insieme ad un progetto di lavoro, è cominciata tra noi una sfida nata per scherzo, ha cominciato a darmi argomenti su cui scrivere dei versi ed io dovevo farlo entro il giorno dopo. La cosa ci ha preso un pò la mano e ne è uscita fuori una collana.

Cosa troveremo nelle tue poesie?

Le tematiche spaziano da fatti a me accaduti nel corso della mia vita, a cose che mi passano davanti ma che noto in ritardo, ed a temi che riguardano il quotidiano di tutti.

La tua raccolta si apre con la poesia che si intitola “8 dicembre 1990” che ho trovato particolarmente emozionante, ce la vorresti raccontare?

L’8 dicembre del 1990 è il giorno che ho conosciuto mia moglie, ed è stata la prima poesia che ho scritto. E’ stato uno dei regali per mia moglie che ho messo sotto l’albero di Natale del 2008. Sentivo il bisogno di esprimerle in maniera che rimanesse scritto per sempre, quello che era stato il nostro percorso insieme fino a quel momento. Scrivere le cose che ci erano accadute e che abbiamo superato solo stando insieme.

Come scopri la tua passione per la poesia?

In una cena tra ex colleghi, avevo scritto alcuni versi di quello che poi è diventata “… Occupazione”. Avevo solo alcune strofe che ho letto prima di andarcene via. I versi sono piaciuti così tanto, che ho pensato che forse potevo scrivere anche io, qualcosa. Voleva essere un auspicio, affinché ognuno di noi potesse trovare la propria strada. Sono passati dieci anni da quella sera e posso testimoniare che ognuno di loro ha realizzato ciò che voleva.

Ci sono degli autori che pensi ti abbiano particolarmente influenzato nella scrittura?

Senza dubbio Gianni Rodari, che con le sue filastrocche che imparavo a memoria da bambino, da recitare a Natale e alla Befana, ho scoperto le prime rime.

Quando e perché nasce la tua poesia? Da cosa ti lasci ispirare?

Normalmente mi lascio ispirare dalle cose che mi circondano, dalle cose che accadono tutti i giorni. Il mio lavoro mi porta a viaggiare molto in macchina e quasi sempre da solo. Se qualcosa nella giornata mi colpisce profondamente, allora appena rientro, mi siedo e ne faccio una poesia tutta d’un fiato.

Che ruolo ha la parola nella tua vita?

Un ruolo molto importante, perché attraverso la parola faccio il mio lavoro di consulente. Mi confronto con diverse tipologie di persone e per ognuna di esse devo utilizzare parole idonee, diverse ed adeguate alle persone che ho davanti.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Sicuramente uno dei progetti futuri è quello di voler scrivere un romanzo. Ho già in mente le linee guida, ma non ho ancora trovato il tempo per iniziare la stesura. Spero presto però.

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, fotografo, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Fondatore e direttore del quotidiano online Green Planet News e dell'agenzia di editing e comunicazione Laboratori Editoriali.

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