Super Ténéré 1200, “l’incompresa” con la Dakar nel cuore

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore
Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

Super Ténéré 1200, il fascino di una endurona da viaggio in puro stile Dakar che non ha avuto la fortuna che meritava

Super Ténéré XT 1200 Yamaha: assieme all’Africa Twin, da sempre l’icona della Parigi-Dakar. Il primo modello personalmente acquistato, datato anno 1988, era già una evoluzione dei modelli tanto celebri negli anni Ottanta, quelli che trovavano “rifugio” nel deserto. Motociclette per i “duri e puri” che mettevano a vera prova le loro caviglie nell’accensione del monocilindrico compresso come un “buono” alle prese col proprio riscatto.

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

Negli anni Ottanta era Ténéré 600, col serbatoio più grande rispetto alle Honda XL e Yamaha 500, quella dal serbatoio argentato, inconfondibile, con cui sfreccia nei boschi il soldato John Rambo. Quando è tornata, nella versione cardanica, e nella sua bellissima estetica, è stato un colpo al cuore e sono passato dalla Suzuki VStrom 650 alla finalmente rediviva Super Ténéré in tutto il mio bagaglio di ricordi.

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

Purtroppo, la motocicletta, nonostante il suo intenso fascino, si è rivelata poco appetibile sul mercato e i modelli venduti dal 2010, anno della sua uscita, confermano che la Super Ténéré non ha vinto lo scontro con le titaniche BMW, KTM e, ultima arrivata, Africa Twin. Super Ténéré bella ma incompresa sì ma anche con qualche “mancanza” che l’ha sicuramente penalizzata sin dalla sua ricomparsa.

Super Ténéré 1200, estetica e affidabilità

Affrontare i viaggi d’avventura con intelligenza: è stato questo l’obiettivo di Yamaha quando ha pensato per la prima volta a Super Ténéré.  Le masse sono collocate in basso e al centro, e offrono una discreta agilità. Sia ad andatura lenta che sui percorsi difficili, sia a tutta velocità che in curva. Il baricentro basso e la centralizzazione delle masse sono due punti chiave del design Yamaha.

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

Belle le ruote a raggi. I resistenti cerchi tubelees in alluminio sono ideali per macinare chilometri. Da tenere d’occhio il tiraggio. Sul cerchio anteriore, più stretto, due guide “a doppia T” alloggiano l’estremità dei raggi nel punto di attacco al cerchio, per aumentare la rigidità e migliorare la maneggevolezza.

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

La Super Ténéré ha puntato da subito su robustezza e affidabilità. Doti principali e indiscutibili che la rendono sempre affascinante. A queste, si aggiungono praticità e comfort, caratteristiche più apprezzate nei viaggi a lungo raggio. Come ho potuto ampiamente sperimentare. L’estetica è stata subito il suo dettaglio più coinvolgente. Da subito sentita in linea con la moto che nel 1989 fece la sua comparsa con lo stesso nome ma in differente cilindrata per contrastare il regno della Honda con l’Africa Twin.

Il motore, concreto ma poco “aggressivo”

Appena acquistata, ho notato subito che il bicilindrico parallelo dava una bella “concretezza”, regalando nel sound quel trrr trrr tipico di certe endurone anni Ottanta. Fusa da miciona pronta all’attacco. Il vero problema rimane la mancanza di potenza e cattiveria del motore. Che pur nella “rivisitazione” del modello ZE 1200 rimane sostanzialmente fiacco rispetto alle concorrenti più agguerrite.

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

Un bicilindrico frontemarcia da 1.199 cc per 110 cavalli che ha permesso di disegnare una moto stretta e compatta, con una fasatura a 270° per un acceleratore che però rimane sempre un pò indietro. Ed è un vero peccato perchè questa accattivante Super Ténéré, con maggiore coppia e con quella graffiante potenza in più che le manca, avrebbe potuto davvero dare filo da torcere a tante motociclette del segmento, nate per “cingolare” strade come carriarmati.

Tecnologia “da frontiera”

La dotazione elettronica è con tecnologie da frontiera: due mappature motore (Sport e Touring), ABS, frenata integrale e controllo di trazione a 3 modalità con mappatura della centralina impostabile attraverso il sistema D-MODE.

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

L’ABS previene lo slittamento delle ruote, intervenendo con un’azione progressiva. L’UBS, il sistema di frenata integrata, permette di frenare con entrambe le ruote agendo solo sulla leva al manubrio, o di frenare con le singole ruote premendo prima il pedale del freno posteriore. UBS e ABS insieme consentono un discreto controllo della moto per quanto riguarda la sicurezza.

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

Il cardano, tra le note più azzeccate di questa sinfonia motociclistica, è azzeccato ed efficiente. Olio da cambiare ogni 20 mila chilometri. Tra le migliorie particolarmente apprezzate: le importantissime manopole riscaldate e un cupolino maggiorato e più protettivo.

A punto il cambio, veloce e preciso. Sulle strade con molte curve, nonostante il peso, la Super Ténéré va alla grande: l’avantreno è preciso e le sospensioni regolabili aiutano il comfort. La forcella è regolabile in precarico, in compressione in estensione. L’ammortizzatore è regolabile in precarico e in estensione, senza strumenti. Alla guida ci si diverte. E si piega bene. Viaggiando comodi.

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

Per il resto, il serbatoio è da 23 litri per una discreta autonomia. I consumi, rispetto alla potenza del motore, non sono proprio contenuti. Prestazioni rilevate: velocità massima 203,1 km/h, accelerazione 0-400 m 12,8 sec,  peso 247,5 kg. Una motocicletta ottima per fare lunghi percorsi. Soprattutto, se non ci si aspetta troppo potenza da motore che più che nato per correre, è nato per resistere e risultare sempre affidabile.

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

Super Ténéré 1200, "l'incompresa" con la Dakar nel cuore

 

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

Altri articoli

Aggiungi commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

Seguici su Facebook