Un desiderio di trincea

Dal crivello
dell’ingrommata gola
fuoriesce
aspro
un desiderio di trincea
che non si sgretola
nè è impedimento.
Ravvedo nugoli
di siepi.
Sciami di lucciole
non cascami
senza mulinello
nè risucchio.
Ammucchio pasta d’ali
in un presente cuore
e respiro,
un segreto firmamento
che diventa
filo e squarcio
con ciò che sento
e con il mondo.
Muto
come un frammento.
C’è speranza
di una luce
che faccia trama e ordito
oltre l’ispessito freddo
della falsità

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Storia delle religioni, scrivo per legittima difesa. Amo la vita e chi me l'ha data.

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