Val D’Orcia, paradiso per motociclisti e camminatori

Val d’Orcia, ideale per andare in moto e fare intense camminate. E se ne incontrano, di motociclisti e di viandanti. Queste passeggiate che ci organizziamo io e Guido sono ormai una piacevole consuetudine a cui diventa difficile rinunciare. Ed ecco lì che ogni due o tre settimane, in preda ad una crisi di astinenza rombochilometrica, inforchiamo il manubrio e via, si va.

Questa volta abbiamo optato per la splendida Val d’Orcia su cui trovare parole è quasi inutile. Bisogna esserci, anzi attraversarla, come in un film, vento in faccia e casco modulare alzato per capire il perché questa terra abbia ispirato sogni di mistiche meditazioni e più recentemente sia riuscita a rappresentare il paradiso terrestre per molti italiani come me e per molti europei che qui, beati loro, hanno acquistato ville di rara bellezza.

Se il Gladiatore se le passeggia per i Campi Elisi e le scene sono quelle girate in Val d’Orcia qualche motivo dovrà pur esserci. Il piacere della “schilometrata” in moto è la ricerca della solitudine. Come Lawrence D’Arabia, in moto placo la mia sete d’Assoluto e per un attimo lo tengo tra le mani. Come quando cammino sulla via Francigena.

Val D'Orcia, paradiso per motociclisti e camminatori

In moto, come in cammino, è piacevole andare in due, massimo in tre motociclette. Altrimenti l’Assoluto cede il passo alla combriccola e se non si hanno visioni del mondo simili, meglio girarseli da soli certi posti che si perde la poesia. Io e Guido abbiamo il piacere delle lunghe distanze e del culo sulla sella. Non è solo il desiderio di arrivare ma di mordere la strada facendo chilometri, tanti chilometri. Come gladiatori, dobbiamo tornare a casa che puzziamo di polvere e motore. Altrimenti, ripeto, è una scampagnata.

Il tempo che abbiamo impiegato in questa gita è stato dalle 9 di mattina, appuntamento sulla Cassia Bis, con ritorno alle 18 e circa 400 chilometri percorsi. Ovviamente bandite dal nostro percorso, sempre e in maniera rigorosa, le pallossime autostrade che oltre a far arricchire chi le autostrade non le mantiene come si dovrebbe, sono noiose e non adatte ad un vero motociclista. Dunque, Cassia e curve, navigatore e occhio agli autovelox che coi soldi che non girano, ti stanno attaccati alle chiappe più del sudore sulla schiena a 40 gradi.

La strada dei Monti Cimini

A proposito di navigatore, questa volta lascio fare a lui. Ottima idea perché sceglie bene. Anziché passare per la Cassia via paesi Vetralla, Cura di Vetralla, Ronciglione e superstrada fino a Viterbo, “navigator” opta per la Strada dei Monti Cimini. Mai scelta fu più azzeccata. Circa 40 chilometri di strade che attraversano noccioleti e costeggiano dall’alto il lago di Vico percorrendo tutta la riserva naturale della zona. Fa freddo, non solo per il tempo di questo maggio che è più incomprensibile dei libri di Emanuele Severino.

Ma noi siamo in tenuta da pilota e ce ne infischiamo. passiamo dentro a boschi di alberi ad alto fusto che sembra di essere in Germania. Anche perché sono talmente curati che i chilometri sembrano esseri distanti anni luce da una Cassia Bis dove sulle piazzole di emergenza troneggia la peggior mondezza umana, nel senso che sono i famigerati bipedi a comportarsi così e a lasciare spazzatura ai bordi delle strade. Viva la civiltà.

La strada dei Monti Cimini è veramente bella. In mezzo a tanta pace, la discoteca I Cigni, posto di riferimento per i giovani della zona che immagino cosa possa diventare il sabato sera e la domanda mi viene spontanea: chi avrà dato i permessi per realizzare tale costruzione che, a dirla tutta, non è nemmeno brutta ma che certamente non è proprio in linea col paesaggio? Con la strada dei Monti Cimini si arriva a Viterbo e noi proseguiamo verso Montefiascone. Si viaggia lungo il Lago di Bolsena, altro posto magnifico e lo sguardo accarezza ancora uno volta lo specchio d’acqua. Il paesaggio si fa “vulcanico” e sembra di vederlo in tempi remoti questo antico vulcano sbofonchiare i suoi gorgoglii.

Val D’Orcia, tra Bagno Vignoni, San Quirico e i Campi Elisi

Piccola sosta di un caffé nei pressi di Acquapendente, da vedere cè’ tanto, e appena arrivi in Toscana e abbandoni il Lazio, il paesaggio cambia e lo si nota subito. Le colline sono disegnate dal Gran Maestro, quello vero, non quello dei massoni. I Campi Elisi fanno la loro comparsa improvvisa e le strade sono una lingua delicata che accarezza le ruote. Di rigore modulare la velocità e cominciare a immergere il volto nella bellezza.

Passato il paese che ha il nome di Gallina, sosta davanti al bellissimo ingresso dell’agriturismo Poggio Covili. Un filare di cipressi ne accompagna il declivio verso le mura. A molti i cipressi danno inquietudine perché fanno cimitero, io li adoro perché sono eleganti e pacifici. Distanti dal mondo, nel mondo, con le radici nell’oltremondo. L’agriturismo Poggio Covili è immerso nel cuore della Val d’Orcia che, attraversata dall’omonimo fiume, è in un territorio formato da sinuose colline, prevalentemente coltivate a cereali, che formano una immensa scacchiera che muta il suo colore al mutare delle stagioni. La zona è stata dichiarata patrimonio mondiale dell’umanità dall’UNESCO.

Val D'Orcia, paradiso per motociclisti e camminatori

Rinforchiamo le moto che sanno di polvere e di asfalto e puntiamo su Bagno Vignoni. Leggiamo quanto riportato dal sito che vi invito a vedere per maggiori informazioni: “Bagno Vignoni, immerso nella Val d’Orcia a pochi chilometri da Siena, è un borgo unico al mondo. La piazza centrale è occupata da una grande vasca medievale, dove l’acqua sgorga dalla sorgente termale e fumiga lentamente, creando un’atmosfera fiabesca che ha stupito i viaggiatori di ogni tempo.

Val D'Orcia, paradiso per motociclisti e camminatori

Attorno alla vasca si affacciano gli edifici rinascimentali ed il bel loggiato di Santa Caterina da Siena, che conferiscono alla piazza una grande eleganza. Le acque si dirigono verso la vicina rupe, che conserva antichi mulini sotterranei con le loro vasche di accumulo (le ex terme libere), mentre altre acque alimentano gli stabilimenti termali nati nel piccolo borgo. Il tutto è immerso in un paesaggio suggestivo, dove fare una bella passeggiata lungo sentieri segnati”. Di sera, Bagno Vignoni è commovente. Punto e basta.

Val D'Orcia, paradiso per motociclisti e camminatori

Altra tappa d’obbligo nella patria del vino ma noi quando si gira in moto non si beve è San Quirico d’Orcia. Dalla Francigena alle tradizioni popolari, dall’arte alla musica passando per l’enogastronomia e la letteratura. Iniziative ce ne sono. per non dire della passeggiata nel paese in giro tra la chiesa della Colleggiata, gli Orti Leonini e il Giardino delle Rose. Per mangiare assolutamente da provare la taverna Da Ciacco. Evitate per carità la trattoria Osella. Poca educazione e mangiare da refettorio.

Val D'Orcia, paradiso per motociclisti e camminatori

Val D'Orcia, paradiso per motociclisti e camminatori

Prima di ripartire, decidiamo di fare sosta fotografica in uno dei punti più fotografati al mondo: le colline che digradano verso Pienza, quelle dove sorge la cappella della Madonna di Vitaleta. La sensazione di struggente estasi aumenta. Si riparte e il piacere dei chilometri è ancora più intenso. Mentre torniamo il sole accarezza le chiome degli alberi, dissolvendo le preoccupazioni che in quel momento sono altrove. Il tramonto fa sempre questo effetto. E goduto in moto, non c’è miglior terapia per continuare a crederci. In questa vita, in questo mondo assurdo dove ancora regna un po’ di bellezza.

 

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Daniele Del Moro

Giornalista professionista, fotografo, laureato in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Fondatore e direttore del quotidiano online Green Planet News e dell'agenzia di editing e comunicazione Laboratori Editoriali.

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