9 Dicembre 2019

Variazioni selvagge di Hélène Grimaud, un colpo di fulmine

Photo by Virginia Johnson on Unsplash

“Due grandi amori, la musica e i lupi, nella ricerca d’assoluto di un talento straordinario”, poche parole per un colpo di fulmine,  il libro Variazioni selvagge di Hélène Grimaud (ed. Bollati Boringhieri 2006, 169 pp, 18 euro).

Variazioni selvagge di Hélène Grimaud, una delle più affermate pianiste di oggi, racconta le avventure di una enfant terrible che presto si trasforma in enfant prodige. Scrive dei suoi rapporti appassionati con la musica, i concorsi, la competizione, ma anche la rottura col mondo parigino e la fuga negli Stati Uniti poco più che ventenne.

Variazioni selvagge di Hélène Grimaud, un colpo di fulmine

“No, nessuna nostalgia dell’infanzia”. Il primo libro di Hélène Grimaud comincia con queste parole. Armonia ed essenzialità, l’opera spazia tra musica, letteratura e ricerca del sé. Con la stessa precisione con cui le mani plasmano le note fino a forgiare un universo interiore, Hélène Grimaud ci consegna un’immagine di sé fatta di parole, parole importanti. E questo alter ego letterario si presenta al mondo cominciando con un “no”

La musica entra nella sua vita come un’onda, e la porta via con sé. Inizia a studiare ad Aix con Jacqueline Courtin e si perfeziona a Parigi con Pierre Barbizet.
“Ricordo, come fosse ieri, l’incanto che provai, presa da quell’idea di infinito che la musica evoca; ricordo la sensazione fisica di un’apertura, di una via dischiusa dinanzi a me; come se una porta scavasse il muro e ne sfuggisse un sentiero luminoso, rivolto a una rivelazione d’armonia. Respiravo più ampiamente, più profondamente”. Così scrive Hélène

Nel 1982, a tredici anni, Hélène entra al Conservatorio di Parigi e si diploma tre anni dopo a pieni voti. Il 1987 è un anno di svolta: debutta come solista al festival di La Roque d’Anthéron, prende il volo.

Variazioni selvagge di Hélène Grimaud, un colpo di fulmine
Foto: Pixabay

Una biografia, Variazioni Selvagge, che crea un’immediata empatia, una voglia di esserci. Racconta molto di sé dall’ infanzia caratterizzata da “in” in-trattabile, in-soddisfatta, in-gestibile, in-disciplinata, in-subordinata al primo volo vertiginoso di libertà assoluta: la musica, passando attraverso storie e riflessioni sul rapporto antico fra uomo e lupo dal Medioevo a oggi.

Nel libro musica e lupi si alternano complici, infatti Hélène, alla passione ed alla disciplina della musica, affianca quella per i lupi e divide il suo tempo tra le tournées che la portano da un capo all’altro del mondo e il Centro che lei stessa ha fondato nello Stato di New York, il Wolf Conservation Center, finalizzato all’allevamento ed alla salvaguardia dei lupi.

“Alla fine, stare con i miei lupi è un’estensione della mia vita artistica. Un arricchimento che risuona, ne sono sicura, nel modo in cui interpreto la musica che scelgo. Per un periodo ho accudito una piccola lupa, e ogni volta che ascoltavo il Concerto per violino di Schumann, che adoro, la lupacchiotta arrivava di corsa e cominciava a ululare. Forse era il suo modo per dirmi che piaceva anche a lei!”.

Correre lontano per raggiungersi, con quel silenzio nel cuore che è la Musica vera :“la musica si è impadronita di me perché è l’estensione del silenzio, di quel silenzio che sempre la precede e ancora vi echeggia. La musica è una via d’accesso a un altrove della parola, a quel che la parola non può dire e che il silenzio, tacendolo, dice. Una musica senza silenzio cos’altro è, se non rumore ?”

Nel libro sono tanti nomi di musicisti e di scrittori che vengono citati da Hélène e, parlando di lupi, non poteva mancare il nome di Clarissa Pinkola Estés con il libro Donne che corrono coi lupi, un saggio dove in ogni donna c’è una forza interiore, una creatura selvaggia e naturale, una forza potente, piena di buoni istinti, creatività appassionata e conoscenza senza età, curiosità, e che non andrebbe mai bloccata: Hélène Grimaud!

Bello, bello, un libro vero, Variazioni Selvagge, un libro che si divora e che nutre, una prosa rispettosa dei complessi movimenti dell’anima. “Un balsamo per ferite antiche” come scriveva l’amata Etty Hillesum.

Hélène Grimaud: 

Manola Testai

Manola Testai

Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance. Esperta di musica, appassionata di lettura e di ogni forma d’arte. Camminatrice e amante della natura. Ha lavorato per anni in una celebre radio di Roma. Tutor e supporto collaboratori esterni per Green Planet News.

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Manola Testai

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Liceo artistico e IED. Esperienza decennale in società romana di network solution. Grafica freelance. Esperta di musica, appassionata di lettura e di ogni forma d’arte. Camminatrice e amante della natura. Ha lavorato per anni in una celebre radio di Roma. Tutor e supporto collaboratori esterni per Green Planet News.