Vive e lotta insieme a noi, la carta

Vive e lotta insieme a noi, la carta
Vive e lotta insieme a noi, la carta

La carta. Sparita non è sparita. Ma proprio per niente. Carta canta, anzi, carta conta e continua a resistere. La pagina cartacea, insomma, è ancora un culto per molti

La carta resiste. L’invasione dei cellulari è cosa nota ma tablet ed e-book rimangono ancora indietro. Facciamo un esempio. Ti spaparanzi al mare col tablet e leggi. Vuoi mettere un libro o uno scrocchiante quotidiano? Anziché stare sempre sotto botta col download che molte pare lento come la ripresa economica, anzi come il comprendonio dei nostri rappresentanti politici, prendi e con la carta volti pagina. Come vorresti fare con loro che invece sono più molesti del cellulare al cinema.

Insomma, vogliamo mettere l’odore della carta, la magia di Fabriano con l’untosità e i riflessi del tablet seppur importante come mezzo di svago e di lavoro? Solo che per leggere occorre altro. Tipo il fruscio dei fogli, le spiegazzate alle pagine, la matita come segnalibro e la scrittura ai lati con i post-it colorati a segnare le notizie più interessanti. Se avessimo soldi e mezzi, trasformare il nostro giornale in un magazine patinato e profumato, sarebbe un attimo.

La carta, sottolineare il flusso della vita

Con la carta prendi appunti ovunque, sottolinei gli attimi del flusso della mia vita. Mi emoziona quando la tocco, mi inebria il profumo, soprattutto quella di riciclo che mi fa sentire più a posto con la coscienza e con i miei amici dalla chioma verde. La pagina elettronica possiede una impalpabilità spettrale, è una sorta di televisione alla The Ring da cui promanano, quando riesci a leggerli, colori frammisti a sentori di luce al neon che fanno tanto obitorio. E Pinocchio? Ve lo immaginate scirtto in digitale?

La carta è una sintassi magnifica sospesa tra la materialità della terra e un fluido che nasce dal nulla, dai pensieri che prendono forma e si dipanano tra gli incroci dell’anima. La carta ha suoni e sapori unici, il fruscio, lo scricchiolare del foglio che si appallottola, la pace che evoca un libro chiuso prima di essere accarezzato e aperto.

La carta ingiallita dei vecchi quotidiani, i libri antichi nelle biblioteche che ti sorridono e ammoniscono a non dimenticarli e con loro il passato che ti fonda e ti determina. L’odore? Legna che scoppietta, colla, polvere, sudore, ognuno con una memoria e un vissuto che ci attraversa il corpo e delizia gli occhi nella silenziosa pausa del ricordo che ci riporta in viaggio nel tempo. E fare un aeroplanino di carta o una barchetta, giochi d’altri tempi?

Noi siamo l’inchiostro

Il poeta siriano Adonis ha scritto: “La carta è la notte e noi siamo l’inchiostro”. L’incarnato delle parole è carta e nella carta ci siamo noi, fatti di pensiero che nella carta si esprime, nel pensiero liquido si annacqua. Wired ha riportato le parole del dirigente Microsoft Dick Brass: “Tra vent’anni la cara sarà una cosa del passato”. Il passato, invece, che trovi nei libri, ancora è la nostra strada, rappresenta il futuro che, speriamo, porti a riflessione l’umanità. A una vera libertà.

Come quando l’ufficiale nazista ricorda a Totò nel celebre film: Badate colonnello che io ho carta bianca. E Totò risponde modo che conosciamo, ammomendo a pulirsi le terga con la carta bianca. Se avesse avuto un tablet, col nazista come sarebbe andata a finire? Insomma, scrivere sui social, fare parole in questo modo è piacevole: soprattutto per il ticchettio sulla tastiera che mi riporta a quello della macchina da scrivere. Non ho fogli da inserire e guardo il video. Ma i libri sono un’altra cosa e bisogna toccarli, viverli, abbracciarli, come un gatto amorevole. E poi raccontarceli tra di noi. Come tante altre cose. Ma gli appunti, per queste idee, dopo essere lievitati nella mia testa, li “incarto” sul blocco e poi li picchietto. Per farne un dibattito insieme a voi.

E ancora, vuoi mettere a incartare le uova col giornale vecchio, a chiedere, come facevo un tempo, davanti alla scuola un cartoccio di olive o di “fusaie” con parecchio sale sopra? La carta ha il gusto dell’immortalità. Dubito che tablet e cellulari resisteranno ai millenni tramandando la storia e il vissuto dell’uomo. Sono convinto insomma: La carta è viva e lotta insieme a noi. Nonostante social e “virtualità” quotidiana. Sua “profumata croccantezza” ha le pagine da sottolineare con penna e matita, magari rossa e blu.

Daniele Del Moro

Daniele Del Moro

Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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Giornalista professionista, appassionato di fotografia, laureato in Lettere, gruppo demo-etno-antropologico, con tesi in Storia delle religioni, motociclista e camminatore. Direzione e coordinamento di redazione per Scrittore In Viaggio e per Green Planet News, quotidiano online e studio di editing e progettazione grafica.

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