Volti di Roma, fotografia del passato

di Daniele Del Moro

Volti di Roma. Quanto si viaggia attraverso la fotografia. Se poi la fotografia “attraversa” i volti del passato su vestigia di marmo, la macchina del tempo, eccola, più reale della Legge di Bilancio, si materializza. E noi si viaggia, con quei volti che sembrano ammonire a godere di ogni istante, come sussurra il professor Keating nel celebre film, L’Attimo Fuggente “caaarpe dieeeem, caaaarpe dieeem”.

Un dialogo intenso tra i volti antichi delle collezioni capitoline e le moderne opere del fotografo d’arte Luigi Spina viene proposto nella suggestiva mostra fotografica Volti di Roma alla Centrale Montemartini. Fotografie di Luigi Spina, ospitata fino al 22 settembre 2019 ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini.

Volti di Roma propone una selezione di 60 fotografie in bianco e nero, (formato 50 x 60 cm), che il fotografo Luigi Spina ha realizzato con banco ottico – tecnica già utilizzata dall’autore con risultati di alto livello – e ha poi personalmente stampato a mano.

Volti di Roma, fotografia del passato
Ritratto maschile MC inv. 2302

Le immagini fotografiche ritraggono 37 volti antichi in marmo o travertino, significativi esempi delle collezioni capitoline ai Musei Capitolini, Centrale Montemartini, alcuni oggetto di più scatti e tutti scelti dall’autore per le loro potenzialità espressive. Si tratta di ritratti di epoca repubblicana e imperiale, che raffigurano personaggi la cui identità è nota, ma anche volti di sconosciuti, oltre ad alcune teste ideali, copie romane da originali greci. Ponendosi per lunghe silenziose giornate davanti ai volti antichi, Luigi Spina li ha svelati, li ha profondamente compresi attraverso il mezzo che gli è più congeniale.

La fine ricerca fotografica di Luigi Spina ha portato alla realizzazione di immagini che, cogliendo vari e originali aspetti dei volti scolpiti, suggeriscono particolari e dettagli non sempre facilmente individuabili a una prima osservazione. I visitatori sono così invitati a intraprendere un nuovo originale percorso di visita, un vero e proprio viaggio che è vera scoperta della contemporaneità espressa dai tratti fisiognomici delle antiche sculture, proposte in tutta la loro vibrante umanità ed espressività.

Volti di Roma, Luigi Spina commenta

“La prima volta che ebbi l’opportunità di visitare la Centrale Montemartini, circa due anni fa, ero affascinato da come il marmo romano convivesse con un edificio dei primi del Novecento destinato a tutt’altro. La Centrale Montemartini non lascia spazio all’immaginazione. Non dovrebbe più esistere. La sua esistenza continua in una forma che, i suoi progettisti, non avrebbero mai creduto. Una centrale elettrica, d’inizio novecento, con tutta la genetica costruttiva e decorativa della sua epoca.

Sopravvive agli insulti del tempo. Evoca storie lontane. Vanto tecnologico di altra gente. Uomini e donne che guadavano al futuro con ottimismo. Convinti di fare il meglio. Di essere oltre. Una fabbrica per produrre energia. Una Luce per Roma. In mezzo a questa storia, fra le colossali macchine diesel con ingranaggi, leve e quadri comando, c’è il tempo antico. Due storie, due tempi. Ognuno può venire a Montemartini e ricercare una via.

Volti di Roma, fotografia del passato
cd. Togato Barberini inv.MC 2392

Fare i conti con una delle due storie o con entrambe. Ma nessuno può negare che, col passare delle ore, ci sono occhi che ti guardano, orecchie che ascoltano, labbra che parlano. Facce di marmo. Corrose dalle ingiurie del tempo e dell’azione dell’uomo. Oggi sono di fronte a loro. Vorrei capire e percepire il loro tempo. Svelare le vite. Ascoltare, dal profondo della Storia, la voce delle loro esistenze. Dell’attimo palpitante d’un respiro. Dell’emozione del guardare. Ho indagato con l’unico strumento che ho a mia disposizione. La luce”.

L’allestimento prevede la distribuzione diffusa delle foto in tutte le sale del museo, collocate in prossimità dei soggetti che ritraggono, in modo che il visitatore possa apprezzare al meglio le suggestioni espresse dalle fotografie. Attraverso la personale sensibilità e interpretazione artistica di Luigi Spina può così tornare a osservare con uno sguardo diverso le opere esposte, diventando egli stesso protagonista del dialogo visivo tra i due diversi linguaggi artistici.

Il fotografo Luigi Spina, apprezzato fotografo d’arte, ha pubblicato importanti libri fotografici in cui esprime in maniera mirabile la sua visione della bellezza con la tecnica del bianco e nero a lui congeniale. Un esempio particolarmente significativo del suo modo di intendere la fotografia di opere d’arte è il libro Diario Mitico, che raccoglie foto delle opere della Collezione Farnese nel Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e che è stato insignito nel 2018 della medaglia di bronzo per “design e concetto esemplari” nella categoria libri fotografici dell’International Creative Media Award for Books (ICMA).

Volti di Roma, fotografia del passato
Ritratto femminile inv. AC 6270

 

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